venerdì 8 ottobre 2010
natura e arte
Sabato scorso, mattinata di creatività e fantasia, complice la natura con" coloriti fiori et herba" ( chi non ricorda San Francesco?) Un paradosso? No, perché arte, natura e fantasia convivono in perfetta simbiosi nella creatività dell'uomo che selziona, compone e ricompone gli elementi che la natura gli offre e realizza la sua piccola o grande opera d'arte, seguendo l'idea della sua mente. Del resto i Greci, che di arte se ne intendevano, non hanno un verbo specifico che indichi la creazione artistica, loro usavano "poiéin" che vuol dire semplicemente "fare" per cui.... Uffa! ci sono ricascata! Mi sembra di sentire la mia mamma:"Nani, non la fare lunga!" Ebbene, sabato mattina ore 10,30 partenza da casa con Anna e Marcello Vanni. Obiettivo:missione P.A.C. ( leggesi:Pro aiuola condominiale) Godimento perfetto, visita a due garden center alla ricerca di ciclamini. Lì mi sono perduta nella conemplazione delle erbe odorose dai nomi affascinanti,menta piperita, dragoncello, timo, maggiorana e quant'altro. Ho cominciato a sognare un mio "orto dei semplici", mi sono vista davanti ad un bel terrapieno con tutte quelle erbe piantate in bella fila, magari un po' disordinata, perché io ordinata non sono. Le immagini si sono accavallate nella mia mente, ho "visto" monaci al lavoro , ho rivisitato la farmacia di non so più quale antico convento a Parma, con i vasi di ceramica e le antiche ricette..Comunque, lì niente ciclamini degni di considerazione. Approdo finale al magico Euro Garden dove abbiamo trovato quello che l'esperto del settore, dottor Marcello Vanni ha giudicato degno di acquisto.Il risultato della proficua mattinata si può vedere nella foto, ma ancora di più godere ogni volta che si entra dal cancello della nostra palazzina.Quindi,natura e arte,un connubio perfetto.
Piccolo corollario: siccome i sogni fanno bene all'anima, non ho potuto fare a meno di asquistare un rosmarino repens e di mettere nella borsa un piccolo catalogo di bulbi da fiore e il depliant di promettenti corsi di pittura floreale, tanto per arricchire l'elenco dei corsi che non avrò mai il tempo di frequentare.
venerdì 1 ottobre 2010
Meglio un mercatino che...
Mia figli Sabina sostiene che è meglio un mercatino dello psicoterapeuta e la sua amica d'infanzia, Cristina, che psicologa lo è di professione, le dà ragione pienamente. Figuriamoci io ! Del resto, non è una novità; non si diceva una volta che le donne si consolano dei loro piccoli guai comprando un capellino nuovo?. Comprare qualcosa che ci piace, concludere un piccolo affare,o meglio avere l'illusione di averlo concluso, comprando a un terzo quello che in boutique è inaccostabile, è veramente gratificante. C'è qualcosa per me che lo è di più: creare un oggetto con le mie mani, partire da un progetto, vedi piccoli gatti nella foto, e slanciarsi nella ricerca di pezze e pezzette di tutti i colori, frugando nell'armadio delle stoffe da riciclare (ne ho tante, merito dell'amica Jsavele delle sue incursioni nei diversi negozi alla riceca di campionari),cercare i giusti accoppiamenti con nastrini vari, che spuntano come funghi dopo la piogga, da scatole e scatolette diverse, è una grande godimento. Per questo il tavolino rotondo vicino alla poltrona è sempre pieno di riviste, stoffette, fili di vari colori, anche se periodicamente tento di mettere ordine. Se è vero che "tutte le arti contribuiscono ad un'unica arte, quella di vivere", ebbene questa piccola arte, oh! veramente minima, è un modo per superare momenti di noia, per me anche di incominciare la giornata con il piede giusto. E ognuno ha la sua, o meglio io penso che sia così, anzi c'è chi di queste risorse ne ha tante. Se avessi il tempo organizzerei riunioni con altre persone per mettere insieme esperienze e abilità. Un gioco della fantasia che non mi costa niente? Sfogliare le riviste di fai da te e fare mentalmente l'elenco dei corsi ai quali vorrei iscrivermi, progettare lavori, anche quelli che so che non potrei realizzare per mancanza di tempo e di attrezzi. Forse sono un po' matta,ma qualche istante di innocua follia non fa male alla salute. Parola di Ellebi, cioè io.
martedì 21 settembre 2010
Un tunnel di uva
Colle Romito ore 21- 22 agosto
Il piccolo Alessio, detto Ale (anni 5) quella sera era molto fiero di aver attraversato il mio giardino semibuio (già, ogni anni dico che devo metterci una lampada, ma poi rimando all'anno successivo) sotto il pergolato dell'uva per giungere alla porta di casa con l'annuncio:"Vi aspettiamo per mangiare il gelato". Il nonno lo guardava dal cancello, ma lui era ugualmente molto soddisfatto della sua piccola impresa che ha subito confidato a nonna Fiorella. Così il pergolato lungo è stretto è stato ribattezzato "tunnel di uva", ma quest'anno di uva nemmeno un grappolo. Scherzi della natura o imperizia di chi si spaccia per giardiniere, ma sa solo usare la tosaerba? Ahimé! da quando Gidio ( si chiama proprio così, fa il paio con una signora conosciuta in ospedale di nome Giziana )si è ritirato al suo paese, dopo decenni di onorata fatica e di sapienti potature, quest'anno niente uva con grande dispiacere nostro e delle gazze, nonché dei passeri "saputi" che ci si ingrassavano lietamente alla faccia di tutti gli espedienti usati per tenerli lontani.
Il piccolo Ale non sa che il suo percorso era la strada abituale del suo papà, Ale pure lui, ma per Alessandro, quando veniva a reclamare da mia zia "Andina" il rituale biscotto del mattino. La vita continua, a volte si ripete, ma c'è sempre qualcosa di nuovo e di diverso.Qualcosa che cresce, che germoglia e si fortifica, mentre noi a poco a poco cambiamo. Le grandi cene serali,affollate da componenti di tre o quattro generazioni, sono diventate partite di burraco a quattro, animate da accese discussioni ( mogli contro mariti in gara per la vittoria).Non manca il caffé, quest'anno servito nelle stupende tazzine portate dalla Croazia, con tanto di sfondo marino e piccolo faro bianco e blù in primo piano, a volte il gelatino, a volte i biscotti, alla faccia della linea. Anche questo è Colle Romito e è quanto basta a rendere serena una vacanza sempre troppo breve.
Non buttate le calze rotte!
Anche questa idea nasce da Colle Romito, dalla prima parte della mia vacanza,dalla mia amicizia con Cristina, tanto più giovane di me (è stata l'amica del cuore di mia figlia),con deliziosi scambi "culturali". Le ho insegnato a fare le borsette e lei mi ha rifornito di preziosi legnetti erosi dal mare e dal vento che trovava sulla spiaggia, nonché di conchiglie ed altri piccoli relitti,dai quali sono nate diverse gustose creazioni. In cerca di nuove idee sui mercatini ha trovato delle borsette fatte con le calze, quelle colorate, con tinte vivaci, adatte alla stagione estiva. Di qui è nata la mia versione autunnale, nonché un nuovo hobby,quello di recuperare vecchie calze, ma anche di cercare nei mercatini calze colorate che vivacizzino la monotonia del beige o del nero con tocchi di colore. Ieri ho scovato un paio di leggins, a righe con inserti luminescenti; una nuova borsa sta nascendo nei momenti liberi e la cosa mi diverte molto. Naturalmente ho passato parola, Sabina mi ha promesso delle autoreggenti che non usa più, ma la ricerca non finisce qui; c' è qualcuno che, per esempio, in un momento di follia ha comprato dei collant lilla, o bordeau, bene, io sono qui e aspetto, in cambio posso fornire una borsetta con i colori da voi preferiti.
domenica 5 settembre 2010
Ritorno a Colle Romito
Colle Romito 6 agosto. Senza computer, ci mancava pure quello!, scrivo questo blog su tanti pizzini che poi forse ricopierò al ritorno. Prima mattina del 6 agosto, dopo colazione con caffé e latte senza la quale non so rimettere in moto "le celluline grigie", siedo sul divanetto del saloncino e medito, come Caio Mario sulle rovine di Cartagine, circondata da borse e buste non bene identificate e con la consapevolezza che quasi altrettante sono ancora nel portabagagli della macchina.Ho già fatto il mio rituale giro in giardino (fumare la prima sigaretta della giornata all' aria aperta è tutta un'altra cosa!), ho contemplato ancora una volta lo stato di desolazione e di abbandono che ci ha colpito ieri sera da cui telefonata piuttosto concitata (beh! forse un altro aggettivo sarebbe più appropriato) alla giardiniera. Il 5 di agosto avrebbe dovuto immaginare che , a meno di decesso o infortunio forse prima o poi saremmo arrivati e dare quindi una parvenza di ordine. Ora aspetto l'arrivo di Beatrice amica e colf da più di trent'anni che placherà le mie ansie e risolverà tutti i problemi. Vedo dinanzi a me il paralume ricamato a punto a croce dalla mia mamma, che sovrasta la vetrinetta dei miei suoceri e come al solito sono invasa da un senso di profonda tristezza. Colle Romito è il luogo dove più forte si avverte la presenza degli assenti, dove il passato rischia di sommergerti, dove, direbbe l'amico Montale,"affonda un viluppo di memorie". LORO sono qui negli oggetti che mi circondano, persino gli attrezzi da giardino, quelli grandi che usava papà Raniero, quelli piccoli, ce ne sono ancora due, zappetta e rastrellino che "nonna" Andreina aveva regalato a Sabina per insegnarle un po' di giardinaggio e Cicciobello, regalo delle nonne e la collezione di macchine dei personaggi Disney, regalo del nonno a Fabrizio e.........il grosso gnomo, seduto sul termosifone, mi guarda sorridente e benevolo ( strano, non mi ricordo dove l'ho comprato, questo non è da me),Beatrice è arrivata con suo primo cestino di fichi appena colti.Ci aspetta il rituale caffè insieme con lo scambio reciproco di ultime notizie sui nostri cari e la programmazione dei lavori. Le vacanze sono incominciate e l'aria fresca di un agosto, per ora, ventoso ci invita a darci da fare.Il vento è entrato nel "pomario" portando " l'ondata della vita".
giovedì 5 agosto 2010
Storie di donne senza frontiere
Avevo deciso di finirla e di rimandare il blog a settembre come un alunno che non ha studiato il latino o la matematica.Oggi,tra l'altro sembra debba essere il giorno della partenza, con altri diecimila impicci da caricare in macchina.Manca solo, come dicono in Sicilia, la iargia (gabbia) col canarino. Quella non c'è, ma un tempo c'era Uga la tartaruga, ereditata da mia figlia, dopo che ha traslocato a Grottaferrata e che per qualche anno ci ha dato un po' da fare e poi a Colle Romito è sparita, lasciando un piccolo vuoto dietro di sé. Non è di questo che volevo parlare; ieri ha telefonato Liuba dal suo paese in Ucraina dove sta sistemando la casa in attesa della figlia che andrà lì per la prima volta con il suo fidanzato. In mezzo alle diverse faccende e agli operai che stanno ultimando i lavori ha trovato il tempo e la voglia di telefonare per informarsi della nostra salute, della partenza di Fabrizio e di rassicurarmi che avrebbe provveduto al più presto a comprarmi il mazzo di carte che le ho chiesto. (- Tanto devo andare al centro commerciale per il frigorifero nuovo..-) E' da un pezzo che volevo parlare di lei,ex prof. di letteratura russa, una collega dunque, che ha piantato lì lavoro e famiglia per cercare in Italia i soldi per andare avanti, dato che era in arretrato di sette mesi di stipendio e non poteva pagare il riscaldamento. Storie orribili si leggono sui giornali di badanti sadiche e perverse, altre storie me le ha raccontate la mia amica Nanda che per anni ha dovuto combattere con badanti che hanno portato via tutto dalla casa dei suoi genitori e la facevano da padrone approfittando di due persone anziane e malate. E' giusto, però anche parlare di donne come Liuba e la sua amica Natàlia (già in russo l'accento è diverso)che lavorano duramente e seriamente, senza risparmiarsi, che diventano amiche e confidenti, che sanno entrare in casa sempre col sorriso sulle labbra e con una forte, invidiabile carica di umanità. Oggi, noi donne, anche anziane,siamo in prima linea,i tempi e le circostanze non ci permettono di" andare in pensione" e forse è meglio così. Spesso siamo stanche, o perdiamo la pazienza e ci piacerebbe, almeno a me, dedicare più tempo agli hobbies o a qualche innocente svago, comunque "giochiamo in casa". So bene i miei limiti; non sarei mai potuta essere una donna "senza frontiera".
domenica 1 agosto 2010
Linosa - La Deposizione
Domenica mattina, per neutralizzare l'ansia per la partenza di Fabrizio mi sono proriettata su Internet per seguirlo nel suo viaggio. La mamma chioccia, accidenti a me!, anche se è molto contenta della sua vacanza ,non può fare a meno di condividere,una parte delle sue esperienze. Ecco tra tanti che ho trovato il filmino sulle amate e ormai conosciutissime in tutta la famiglia, Caretta caretta, di cui seguaiamo le gesta durante il mese che Fabrizio trascorre a Linosa.Da quel momento non sono più riuscita a scrivere un rigo:preparativi per la partenza (di cui ho detto abbastanza),sistemazione delle piante (non ho un impianto di irrigazione elettrico da programmare), partenza di Liuba, baci e abbracci, rotture condominiali da completare ( sono o non sono la segretaria tuttofare di mio marito?), partenza di Anna, unica amica del condominio, unica anche per la sua calda affettuosa, intelligente umanità, telefonate ( perché poi le altre mie amiche non sono informatizzate?, tutto sarebbe più semplice se ci incontrassimo sul mio blog e/o su facebook),telefonate chilometriche con mia sorella alle prese con Ricciolina e Spazzoletta, alias Ginevra e Stefania e altro ancora. Oggi, 4 agosto sono ancora qui.
Pulman di turisti vanno e vengono sotto casa, il palazzo si svuota, domani sarò ancora qui e, a questo punto, la partenza che dovrebbe essere giovedì è diventata lontana, lontanissima, a volte impossibile e anche indesiderata. Sono fatta male, quando aspetto troppo una cosa,man mano me ne distacco, la vedo come inutile o addirittura priva di significato.In tutto questo, altre due borsette, sogni e progetti vari che si gonfiano e si sgonfiano come palloncini, preoccupazioni per la salute di Danilo ....... Sto andando alla deriva e mi lascio cullare dalle onde e dal vento, tanto non so più quello che voglio veramente. Solo al ritorno potrò dire qualcosa. Spero che sia positivo, eccitante è pretendere troppo!
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